La storia del trampolino di lancio
 

Ai giochi di Londra nel 1908 comparve per la prima volta il trampolino.

Ai giochi di Stoccolma del 1912 parteciparono dalla piattaforma per la prima volta le donne che dal trampolino presero parte solo nel 1920

1920, grafite su carta, 24 x 30, 2019 cod 2.
Di Davide Silvioli
ALKETA ARTE FUORI DAL COMUNE. 

Tracciare un profilo contingente circa la condizione della subalternità di genere in relazione alla posizione femminile, nell'odierna civiltà globalizzante, implica il confronto con la diversità. Nel 1988, sei anni dopo la morte di Carla Lonzi la quale, per prima, aveva orientato la speculazione intellettuale verso la questione femminista e del genere, fu la filosofa Gayatri Chakravorty Spivak, con Can the subaltern speak?, a definire la subalternità come uno status in cui il soggetto giace all'ombra della società e della storia.
Doveroso dire che tale circostanza, in termini differenti, è ravvisabile nel sistema dell'arte, dove le artiste e in generale le professioniste donne sono sottorappresentate, percepiscono guadagni inferiori e trovano più ostacoli nel corso della propria carriera rispetto ai colleghi uomini.


Indirettamente, gli ultimi esiti del lavoro di Alketa Delishaj raccontano pure di questo, di quanto si debba combattere per emanciparsi e raggiungere il più intimo e agognato senso di soddisfazione personale; alle volte anche partendo da una situazione di svantaggio.

Il modo con cui l'artista affronta, ormai in più cicli di opere, i soggetti degli sportivi equivale a un'indagine sì estetica ma anche in grado di suggerire spunti di riflessione dai risvolti sociali e di costume.

 

Difatti, si veda come l'autrice, arricchendo così le realizzazioni in questione di un contenuto dal valore non sottovalutabile nella loro lettura complessiva, abbia preso come modello proprio le prime tuffatrici donne della storia che gareggiarono nella disciplina del trampolino alle Olimpiadi di Anversa nel 1920, nonché altre precorritrici quali Jane Fauntz e Katherine Rawls. Combinandosi con il linguaggio calibrato che caratterizza tutti gli acquerelli su carta, compresi quelli dedicati al tennis, lo sport diventa, così, ora parafrasi di abnegazione e concentrazione, ora metafora di affermazione e riscatto.
 

Questo – come ci potrebbe ricordare l'esperienza dell'artista stessa – non può non passare anche attraverso la creatività e la cultura, da sempre la migliore arma d'affrancamento personale che, come ieri fu impugnata dai primi movimenti femministi, oggigiorno è in mano alle numerose artiste, scrittrici, attrici e creative le quali, con la qualità del loro lavoro, ci consentono di appurare come il rispetto del genere, della
diversità e l'emancipazione della donna si alimentino di coraggio e di pensiero; l'unico campo d'azione ancora libero da insensate restrizioni.

Tuffatori, grafite/acquarello su carta 50 x 30 cm - 2020
Tuffatrici sul bordo della piscina garafite/acquerello su carta 2020

1/2
1920, grafite su carta, 24 x 30, 2019
1920, grafite su carta, 24 x 30, 2019 cod 3
Lancio in piscina garafite/acquerello su carta,  40 x 30 cm , 2020
This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now