CIAO!

Qualunque cosa ti abbia guidato, sono felice che tu sia qui. Lascia che mi presenti. Mi chiamo Alketa, ho trascorso tanti anni alla ricerca di qualcosa che mi pottesse riempiere la vita e questo l'ho trovato nella creativita. La creatività mi consente di percepire il mondo in modo diverso, scoprire nuovi schemi, creare connessioni e creare soluzioni preziose. 

 

Viviamo nell'era della creatività ed è fondamentale ispirare la forza del lavoro ad essere creativa. La creatività è l' ingrediente chiave dell'innovazione; è un imperativo per il successo futuro. La creatività mi consente di esprimere me stessa, concentrarmi sul momento e dare un senso a ciò che creo.

 

Nel mio percorso lavorativo e personale ho avuto bisogno che fosse la vita a spiegarmi chi sono davvero, da dove vengo e dove voglio arrivare, ho scoperto che ogni cosa, anche la più banale, può nascondere in sé moltissima  bellezza.

Tennis match #002

acrilico su tela 120 x 120 cm - 2019

La piscina #001

acrilico su tela 120 x 120 cm - 2019

1920

Le prime tuffatrici donne per la prima volta sul trampolino.

PREMI

Pittura

Attualmente esposto presso la Galleria Mediolanum  nella collezione permanente della stessa.

Nel 2018 ha vinto il Premio Mediolanum conferito della banca Mediolanum - Padova.

Pittura

DRM s.r.l Monouso Ospedaliero Biomedicale, ha premiato il mio lavoro come miglior  opera in studio d'artista conferendo il primo premio e l'acquisizione della tale. - Mantova 2019

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Scultura

Scultura in terracotta in un complesso di piscine realizzate con materiali di recupero fanno da istallazione all'opera The Swim, Vincitrice del Premio PRS Talent Prize 2020, Paratissima - Bologna. 

Di Davide Silvioli
ALKETA ARTE FUORI DAL COMUNE. 

Tracciare un profilo contingente circa la condizione della subalternità di genere in relazione alla posizione femminile, nell'odierna civiltà globalizzante, implica il confronto con la diversità. Nel 1988, sei anni dopo la morte di Carla Lonzi la quale, per prima, aveva orientato la speculazione intellettuale verso la questione femminista e del genere, fu la filosofa Gayatri Chakravorty Spivak, con Can the subaltern speak?, a definire la subalternità come uno status in cui il soggetto giace all'ombra della società e della storia.
Doveroso dire che tale circostanza, in termini differenti, è ravvisabile nel sistema dell'arte, dove le artiste e in generale le professioniste donne sono sottorappresentate, percepiscono guadagni inferiori e trovano più ostacoli nel corso della propria carriera rispetto ai colleghi uomini.


Indirettamente, gli ultimi esiti del lavoro di Alketa Delishaj raccontano pure di questo, di quanto si debba combattere per emanciparsi e raggiungere il più intimo e agognato senso di soddisfazione personale; alle volte anche partendo da una situazione di svantaggio.

Il modo con cui l'artista affronta, ormai in più cicli di opere, i soggetti degli sportivi equivale a un'indagine sì estetica ma anche in grado di suggerire spunti di riflessione dai risvolti sociali e di costume.

 

Difatti, si veda come l'autrice, arricchendo così le realizzazioni in questione di un contenuto dal valore non sottovalutabile nella loro lettura complessiva, abbia preso come modello proprio le prime tuffatrici donne della storia che gareggiarono nella disciplina del trampolino alle Olimpiadi di Anversa nel 1920, nonché altre precorritrici quali Jane Fauntz e Katherine Rawls. Combinandosi con il linguaggio calibrato che caratterizza tutti gli acquerelli su carta, compresi quelli dedicati al tennis, lo sport diventa, così, ora parafrasi di abnegazione e concentrazione, ora metafora di affermazione e riscatto.
 

Questo – come ci potrebbe ricordare l'esperienza dell'artista stessa – non può non passare anche attraverso la creatività e la cultura, da sempre la migliore arma d'affrancamento personale che, come ieri fu impugnata dai primi movimenti femministi, oggigiorno è in mano alle numerose artiste, scrittrici, attrici e creative le quali, con la qualità del loro lavoro, ci consentono di appurare come il rispetto del genere, della
diversità e l'emancipazione della donna si alimentino di coraggio e di pensiero; l'unico campo d'azione ancora libero da insensate restrizioni.

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